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I Portacote delle valli trentine

Danilo Valentinotti, “Dal cozar al coder”.
Storia di portacote nelle valli trentine. Ed. Priuli &Verlucca, To 2007.

Il portacote, in rame o legno che sia, vuole riconquistare in queste pagine il suo ruolo e il suo significato.
Il manufatto lascia la sua pura valenza funzionale per consegnare alla storia la sua complicità con l’universo simbolico e culturale dell’uomo, per sopravvivere e far sopravvivere all’impeto del progresso un piccolo spaccato della cultura contadina, i profumi della sua quotidianità, il ritmo lento e cadenzato di un’economia, l’intensità e la pregnanza dei suoi rapporti umani e sociali.
Nelle sue sfumature e nei tratti che segnano il suo corpo un invito a non dimenticare le fatiche dei nostri padri.
Rame DiVino
Danilo Valentinotti     “…Nei secoli dei secoli ….Rame”. Rame di-vino. Ed. Temi Trento 2004.
La pubblicazione  abbraccia due antiche e fiorenti tradizioni della storia e della cultura trentina. Nello specifico il lavoro ripercorre cinque secoli di vinificazione vissuti attraverso la riscoperta dei manufatti in rame di Collezione Navarini che hanno caratterizzato e caratterizzano tutt’oggi il mondo di Bacco; dalla cura al trasporto, dalla vinificazione al consumo, dalla conservazione al servizio.
La cantina , la vinificazione sono da sempre terreno fertile e fecondo di committenza del mondo artigiano, e in special modo dei maestri ramai che nei secoli seppero rispondere alle esigenze del buon vino.Secchi, bigonce, bigoncioli, imbuti, fiasche, boccali, alambicchi, irroratrici e solfrini rispolverano la loro fascinosa e seducente patina per raccontare alla modernità.