| Sala del Cantiniere |
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All’ombra di questa figura (antica insegna) dal busto goffo e dal volto sornione, gli arti inferiori in corno, con lanterna e chiavi in mano, si dipanano scorci singolari, diversi, ma intimamente legati dalla magia della storia. Da una vecchia “madia” in legno si affaccia una raccolta singolare di peltri, mentre su una antica “cassa fassana” si rincorre una collezione elegantissima di bronzi. Un torchio del settecento, “vestito” di mestolame e altri rami curiosi catalizza l’attenzione per imponenza e curiosità.
Ancora lavabi, secchi, grandi rostiere e pesciere, borracce mestoli, Imbuti e straordinarie forme da budino ornano le pareti, mentre imponenti portacqua, bigonce, contenitori in rame sbalzati e cesellati poggiano sul pavimento. Eccezionali per fascino e lavorazione il portacqua cinquecentesco per la macerazione delle erbe medicinali, proveniente da un convento della Toscana e un lavabo dello stesso secolo sbalzato a forma di delfino.Curiosi i ferri dove venivano preparate ostie decorate per le celebrazioni eucaristiche. L’ingegno e la fantasia dei ramai perde i propri orizzonti e i propri confini. |










