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Pagina 1 di 2 Prima di aprire le porte di Navarini sas, conosciamo Pierino Navarini, il pioniere di questa realtà artigianale, il cicerone che ci accompagnerà in questo magico viaggio. I suoi occhi rispecchiano la sua vitalità. Le maniche rimboccate, il grembiule, raccontano il ritmo di una vita intensa che si nutre ancora, passati i settanta, della soddisfazione di una professione artigianale che è arte sottile e certosina, ma prima accora passione viscerale per l’arte del rame. La sua storia di ramaio inizia nel 1949, quando a sedici anni entra in una fonderia di Vela dove acquisisce i segreti della fusione e abilità manuale nella lavorazione dei lingotti di metallo al maglio. Nel 1954 diventa garzone nella bottega dello zio ramaio in Via Livio Marchetti a Trento, dove apprende i segreti del lavoro di sbalzo e cesello.
Nel 1958 l’occasione di comprare dei ruderi a Ravina, dove apre un piccolo laboratorio artigiano dedito alla lavorazione del rame. Si producono soprattutto stampi da budino, caffettiere, fioriere, mestoli e secchi. Molta è la richiesta di oggetti personalizzati e su misura, così come la committenza di lavori finemente lavorati; piatti, vassoi, vasi. Pierino si distingue per la maestria artigiana nella produzione di oggetti sacri. Gran richiesta proviene dal mercato italiano, austriaco e germanico.
L’amore per il collezionismo si dipana parallelamente alla sua professione artigiana. Nessuna delle due inclinazioni prevale sull’altra. Al contrario sembrano stabilire un rapporto d’integrazione e sinergismo. La progressiva acquisizione dei segreti e delle tecniche di lavorazione del rame fanno di lui un conoscitore attento ed esperto del valore storico e artigianale dei manufatti. La familiarità, il confronto, l’analisi e la valutazione di questi testimoni silenziosi del passato s’impongono in maniera dominante nella maturazione e nell’affermazione della sua professionalità e competenza artigiana.
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